Cnca: Pnrr è l’occasione per un nuovo modello di società

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è un’occasione straordinaria non solo per l’economia e le riforme di sistema, ma ancor più per definire e realizzare un nuovo modello di società. E, in questo contesto, il terzo settore può essere il protagonista di un`economia solidale e attenta all`ambiente. Il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) vuole essere un attore di questa trasformazione. E’ questo il messaggio che arriva dall’Assemblea nazionale del CNCA, intitolata “Piano nazionale di ripresa e resilienza. Come farne una occasione per un futuro più giusto. Economia sociale, terzo settore, diritti”.

«Dopo oltre un anno segnato dalla fatica e dalla vulnerabilità originate dalla pandemia e dal lavoro straordinario fatto per continuare a stare a fianco di chi è più debole – spiega Riccardo De Facci, presidente del CNCA – ci siamo ritrovati di nuovo in presenza per immaginare una prospettiva per il paese, ma anche per le organizzazioni del terzo settore. È il tempo per sognare il futuro, non per ripiegarsi nelle proprie difficoltà. La direzione da percorrere, per noi, è chiara da diversi anni: le organizzazioni di terzo settore possono essere le protagoniste di un cambiamento radicale, In cui finalmente i diritti sociali, la qualità della vita delle persone, i bisogni delle comunità territoriali e – con essi – la salvaguardia dell`ambiente naturale diventano i cardini della vita economica e sociale».

«Per quanto riguarda il PNRR – continua De Facci – la prospettiva che abbiamo condiviso con i relatori ospiti è quella di un terzo settore che assume un ruolo di interlocuzione con i ministeri competenti, con le Regioni che coordinano gli interventi territoriali e con i Comuni che li realizzano: il coinvolgimento delle organizzazioni sociali ai tavoli deve essere un elemento strutturale della ripresa, soprattutto in ambiti come quelli dell`integrazione socio-sanitaria, la non autosufficienza, la comunità educativa. Un esempio per essere chiari. L`epidemia di Covid ha reso evidente la necessità di una struttura territoriale per assicurare la salute della comunità, nel senso più ampio del termine. Dovrebbero nascere le Case della comunità, in cui integrare finalmente interventi sociali e interventi sanitari. Ma c`è già chi preferirebbe puntare sulle Case della salute, in cui sarebbero preponderanti gli aspetti sanitari.
Sarebbe un’occasione persa».